Montevarchi è il maggiore e più importante centro del Valdarno situato quasi a metà strada tra Firenze ed Arezzo. Ed è stata sempre una città estremamente attiva ed all'avanguardia in tutti i campi socio − economici e culturali, quindi anche la “fotografia”, sin dai suoi albori non poteva “non attecchirvi”. Un nome fra tutti: Vestri, la famiglia di fotografi montevarchina che sin dalla fine dell'Ottocento e per generazioni successive si caratterizzò per l'imponente produzione fotografica, non solo commerciale ma anche e soprattutto “artistica”, in amichevole concorrenza, nella Toscana dell'epoca, anche con i più famosi Alinari di Firenze.
Una città che aveva nel suo dna sia la fotografia che l'associazionismo non poteva non partorire, agli inizi degli anni 'Sessanta, quella che ancora oggi è una delle più importati ed attive associazioni fotografiche nazionali: l'Associazione Fotoamatori Francesco Mochi.
Fu nel febbraio del 1964 che un gruppo di appassionati, capeggiati da Umberto Ferrarese, decisero intitolandola ad uno scultore montevarchino del Seicento, di fondare l'omonima Associazione.
Da allora si sono succeduti alla presidenza Alberto Lombardi, Orlando Pagni, il compianto e vulcanico Alfio Barbagli, il “presidentissimo” Alessandro Spadafora (per oltre venti anni alla guida del sodalizio), l'eccellente Dino Marziale (BFI) presidente in carica. Tutte persone con alta competenza e passione hanno traghettato la Francesco Mochi al raggiungimento di più di quaranta anni di attività.
L’Associazione
che ha costantemente contato su un numero di aderenti superiore alle cento
unità, ha sempre avuto un’attività eccezionale. I
primi anni di vita si contraddistinsero per un’intensa attività
di gruppo con la partecipazione massiccia a concorsi fotografici, l’organizzazione
del “Concorso Nazionale” (ancora oggi fra i più importanti
in Italia), corsi di fotografia che accrebbero la dimensione del Circolo
tantè che nel 1975, sull’onda dell’entusiasmo derivato
dalla sinergia dei vecchi soci fondatori e delle nuove generazioni, fu
deciso di dar vita ad un primo libro fotografico che documentava con bellissime
immagini la vita della città nell’arco di un’intera
giornata. Il libro (oggi autentica reliquia) si intitolava "Montevarchi
ventiquattrore".
La seconda metà degli anni ‘Settanta in forza dell’entusiasmo
dell’allora Presidente Alfio Barbagli, fu un susseguirsi d’iniziative
con mostre collettive monografiche a tema (paesaggi, ritratti, ecc…)
cui seguivano per un’intera settimana accesi dibattiti serali con
i più importanti fotografi nazionali. I cataloghi (oggi introvabili)
che accompagnavano queste manifestazioni erano ampiamente richiesti in
tutta Italia per la loro unicità. E’ anche il periodo in
cui venivano annualmente organizzate “le giornate fotografiche”,
prima esperienza del genere in Italia, cui partecipavano centinaia di
fotoamatori provenienti da tutte le regioni. Si andava in una località
del Valdarno ed i fotografi, cui veniva dato un rullino, dovevano immortalare
a loro piacimento paesaggi, persone e quanto altro, cui seguiva a distanza
di pochi giorni l’esposizione delle migliori foto, la proiezione
di un documentario in diapositive, la premiazione delle migliori opere.
Ma il dinamismo dei soci non era limitato alle iniziative sopra descritte,
infatti in quel periodo iniziò una grande raccolta di fotografie
finalizzate alla creazione di un archivio storico e che, nel 1980 sotto
la presidenza di Alessandro Spadafora, portò alla pubblicazione
di un volume "Montevarchi come era", che narra e documenta la
storia di Montevarchi, del suo territorio e della sua gente dalla fine
dell’Ottocento fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Fu
un’impresa eccezionale che coinvolse tutti i soci per anni, una
delle primissime iniziative in tal senso in Italia, ma che oggi è
considerata da tutti il più grande libro fotografico realizzato
a Montevarchi nel Ventesimo secolo.
Negli anni ‘Ottanta e ‘Novanta l’Associazione continua
la sua attività con frequenti interscambi con i maggiori Circoli
Fotografici Toscani, presentando mostre di numerosi e notissimi personaggi
della fotografia italiana, con interessantissimi dibattiti con gli stessi.
E’ nel 1992 che un gruppo di soci, da vita ad una bella pubblicazione
in bianco e nero, in cui ciascun autore interpretava fotograficamente,
senza uno schema predefinito, la nostra realtà cittadina, il libro
s’intitola "Montevarchi – Ritratto di una città".
Negli anni a seguire sotto la presidenza di Alessandro Spadafora fino
al Duemila e con Dino Marziali poi, l’Associazione ha proseguito
la propria attività basata sulla promozione alla partecipazione
ai concorsi, sull’organizzazione del Concorso Nazionale (a Dicembre
di ogni anno), sull’effettuazioni di bellissime “gite fotografiche”,
serate con i soci alternate ad autori famosi, frequentatissimi corsi di
fotografia avvalendosi dell’opera del fotografo Oscar Pianigiani.
Un appuntamento importante che ha preso particolare sviluppo negli ultimi
anni è quello con “Maggio Fotografia”, che settimanalmente
nel mese sopra indicato, propone nello stupendo scenario del Chiostro
di Cennano mostre fotografiche dei più noti autori della fotografia
amatoriale italiana.






